Sonnifero a compresse: i migliori articoli del 2021, opinioni, prezzi

Quando si parla di sonniferi, al giorno di oggi, ci si interroga ancora, ma per fortuna ormai molto di meno, circa le effettive necessità, le eventuali e problematiche sussistenze dei così detti effetti collaterali e delle differenze di tipologia, posologia e tempistiche della cura stessa. La stessa e identica cosa avviene sul tipo di prodotto farmacologico assumere: quale, e di che tipo?

Sappiamo che nella stra grande maggioranza i tipi di sonniferi con cui abbiamo a che fare sul fronte del mercato della farmacia a fronte dell’enorme sviluppo del settore della ricerca e delle analisi scientifiche del settore, ci propongono delle soluzioni molto ampie e variegate ma tutto sommato, pur nella enormità delle proposte diverse tra di loro, di due grosse tipologie di branchie standard: a gocce e a compresse.

La sottile ma determinante differenza evidente (le gocce vanno semplicemente assunte, le compresse possono essere ingoiate con acqua o in alcuni casi anche sciolte nei liquidi), non implica grosse differenze in realtà in quando ad efficacia e nei termini della risoluzione della problematica.

Ma andiamo con ordine nel voler vederci un pò più chiaro al riguardo.

Insonnia, sonniferi, compresse: di che cosa stiamo parlando

E’ indubbio che quando si parla di sonniferi il primo chiaro e facile (fin troppo) ragionamento di associazione di pensiero porta a pensare ad ansia, stress e insonnia. E’ anzi, a dire il vero, proprio la stessa insonnia la classica tipologia generale di problematica a cui i sonniferi stessi sono riferiti, per cui sono pensati, studiati e prodotti.

Quando si parla di insonnia

si fa in modo chiaro e logico riferimento non solo alla più generalizzata situazione di insonnia come la conosciamo noi, ovvero sia la impossibilità o incapacità di addormentarsi. In fatti in linea generale potremmo dire che quando si parla di insonnia non si fa riferimento solo ad una unica ed esclusiva problematica del sonno ma a tutta quella ampia gamma e branchia delle cosiddette problematiche del sonno o altrimenti dette e definite come disturbi del sonno.

Nello specifico quando si fa riferimento ai disturbi del sonno

si tende a considerare tutti quei casi in cui un soggetto, in modo del tutto indipendente da sesso, età, estrazione sociale e lavoro o condizioni di vita, si trovi nella condizione di essere definito un paziente perché soffre di situazioni di disfunzione del sonno nel suo ciclo regolare in diversi modi.

  • a livello qualitativo: se ad esempio si trova a svegliarsi più volte durante la notte e il suo sonno è disturbato, infastidito, e alla fine al risveglio ci si sente più stanchi e nervosi di prima di andare a coricarsi:
  • a livello quantitativo: se invece il soggetto in questione soffre di un disturbo del sonno che ne inficia la quantità necessaria a che il corpo si rigeneri, a che le ore di sonno siano sufficienti a far risvegliare quella persona secondo una regolarità di cicli di sonno. E’ appurato che dormire una media di 6-8 ore è una condizione di quantità di ore adeguata nella media dei casi.
  • a livello cronico: in questi casi il paziente non riesce a dormire, né magari ad addormentarsi o il suo sonno è disturbato e questa cosa capita ormai da così tanto tempo da diventare abitudinaria, potremmo dire quotidiana
  • transitorio: il soggetto in questione si trova a non riuscire a prendere sonno o a dormire poco e – o male ma appena per un breve periodo di tempo, dopo il quale, in effetti, i cicli di sonno e veglia tornano regolari.
  • ciclico: in poche parole è una sorta di condizione nella quale il paziente, per mille e più motivi, per lo più facente riferimento alle questioni soggettive, diverse caso per caso, non riesce a dormire né a farlo in modo regolare o qualitativamente ottimale per un periodo di tempo quasi regolare, ciclico per appunto, per poi tornare a riuscire a farlo, per poi tornare a non dormire e a soffrire di nuovo, una seconda volta, di insonnia.

Disturbi del sonno, insonnia, compresse di sonnifero

Il sonnifero è sempre più un ottimale compagno di soluzione della problematica da cui discende la cosiddetta insonnia o il particolare disturbo del sonno, e anzi potremmo dire che è lo strumento che vuol fungere, e per lo più nella maggior parte dei casi ci riesce, da chiavistello per scoprire, scoperchiare e fare emergere la problematica che si nasconde dietro la cosi definita insonnia.

Le compresse che possono essere assunte sono diverse e di differente tipologia e posologia:

  • barbiturici,
  • le benzodiazepine
  • i farmaci Z
  • gli ansiolitici
  • gli antidepressivi

E’ a dir poco chiaro che stiamo parlando, ponendo così in elenco tutta una serie di grosse categorie di medicinali e farmaci, di prodotti per la cura di problematiche molto diverse tra loro e che rappresentano una sorta di set operativo e clinico che vengono accomunati solo ed esclusivamente in quanto farmaci curativi di problematiche di ansia, stress e insonnia o disturbi del sonno ma che, ovvio, vengono prescritti e usati in modo del tutto diverso e in condizioni del tutto diverse e differenti da caso a caso.

Differenze tra compresse: a cosa serve il sonnifero, a cosa l’ansiolitico e l’antidepressivo

La tendenza oggi ad accomunare, a livello esplicativo e non accademico, una certa categoria di prodotti medici e farmaceutici dunque non implica che questi possano e debbano essere usati in modo identico come dire, estraendo a sorte. Anzi.

In primo luogo infatti potremmo dire che

come tutti riescono a comprendere anche solo analizzando il significato testuale dei loro nomi l’antidepressivo e l’ansiolitico sono molto differenti da un sonnifero in compresse prescritto per dormire, perchè il primo ed il secondo andrebbero – e in effetti vanno – prescritti per casi molto più profondi, e se vogliamo gravi, di problematiche psicologiche, sociali e fisiche rispetto alla condizione del non dormire.

Potremmo dire che non dormire potrebbe essere una conseguenze delle situazioni di ansia, depressione e stress che uno soggetto può patire per un periodo di tempo breve e o duraturo, e che dunque un anti depressivo o una compressa di ansiolitico potrebbe risolvere anche la problematica della insonnia.

Ma non è sempre così a spesso, essendo farmaci molto più ‘forti’, se ci passate il termine, i primi due non sono utili nelle condizioni di insonnia standard. Ecco perchè spetta sempre al medico stabilire il da farsi.

Daniele Silvestri, giornalista freelance, esperto SEO e appassionato di tecnologia, informatica e prodotti settoriali in modo particolare inerenti al complesso ma affascinante mondo dell’e-commerce.

Già autore, editor e formatore in Academy, dedico il tempo libero all’approfondimento e alla ricerca delle innovazioni tecnologiche, cibernetiche e telematiche anche in ottica domotica, con una spiccata curiosità per tutto ciò che rientra nell’ambito della produzione di prodotti volti a rendere migliore e più fruibile la vita quotidiana di ognuno attraverso un sempre maggiore apporto della tecnologia.

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