Migliori sonniferi integratori naturali del 2020

L’insonnia è un problema sempre più diffuso: ritmi di vita stressanti uniti ad abitudini sbagliate prima di coricarsi, possono facilmente portare ad avere difficoltà ad addormentarsi. Per non parlare di quando l’insonnia è da ricondurre a più o meno seri problemi di ansia o di depressione.
In casi come questi un sonnifero può essere di grande aiuto per dormire meglio e recuperare le energie psico fisiche necessarie ad affrontare la giornata.

Tuttavia, perché funzionino davvero, con i sonniferi ci vuole il giusto approccio: non bisogna essere superficiali, né abusarne e soprattutto occorre affidarsi ad un medico per farsi prescrivere il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Di sonniferi infatti ce ne sono tanti. Alcuni sono veri e propri farmaci in quanto hanno una composizione chimica. Altri, invece, sono preparati con estratti naturali. Ciascun sonnifero ha comunque le proprie peculiarità e risulta più adatto a trattare una certa tipologia di insonnia piuttosto che un’altra.

In questa guida generale troverete una serie di informazioni utili sui vari tipi di sonniferi (inclusi quelli naturali) e su come utilizzarli in modo corretto per risolvere davvero il problema dell’insonnia e non rischiare di aggravarlo.

Quando ricorrere ad un sonnifero

L’utilizzo di un sonnifero può rendersi necessario in tante situazioni diverse. Ansia e stress sono le cause più comuni di insonnia nelle persone che non hanno particolari patologie psichiatriche. Come abbiamo già accennato, troppi impegni e troppe preoccupazioni nella vita quotidiana possono interferire con un riposo regolare. In questi casi si tratta di un problema temporaneo, legato a particolari accadimenti e circostanze della propria vita. Tuttavia l’insonnia può anche essere uno dei sintomi tipici di patologie psichiatriche più serie. Non è raro che ne soffrano persone affette da depressione, attacchi di panico o da disturbi di altro genere di natura psichiatrica.

Ricordiamo inoltre che l’assunzione di un sonnifero – soprattutto se di tipo chimico – non è sempre consigliabile se il problema è lieve e con ogni probabilità passeggero. Ad esempio se non si riesce a riposare bene solo per eccesso di stress, per qualche preoccupazione lavorativa o di altro genere. Un’insonnia “occasionale” di questo genere andrebbe preferibilmente trattata cercando di risolvere il problema che sta alla base, recuperando quindi uno stile di vita più sano e rilassante.
Il sonnifero può invece essere un aiuto prezioso quando l’insonnia si protrae da tanto tempo (e le soluzione alternative non hanno portato nessun miglioramento significativo) e se la mancanza di riposo condiziona in modo negativo la vita della persona.

Caratteristiche di un buon sonnifero

In generale, perché possa definirsi un prodotto valido e sicuro per chi lo usa, un sonnifero dovrebbe avere queste caratteristiche:

  • Velocità di azione (un buon sonnifero esplica i propri effetti piuttosto rapidamente)
  • Pochi effetti collaterali: la somministrazione di un sonnifero dev’essere il più possibile sicura per la persona anche e soprattutto dal punto di vista degli eventuali effetti collaterali, che dovrebbero essere pochi e di modesta entità. Altrimenti il prodotto non può dirsi sicuro. In particolare, è molto importante che il sonnifero non causi sonnolenza anche durante il giorno e che non provochi facilmente assuefazione e quindi dipendenza
  • Bassa tossicità e facilità di smaltimento: i sonniferi migliori sono anche quelli più leggeri e facili da smaltire per l’organismo. Questo significa che non si accumulano negli organi, ma vengono espulsi rapidamente e quindi presentano per l’organismo un basso livello di tossicità
  • Assenza di interazione con altri farmaci (o quantomeno dovrebbe esserci interazione solo con poche tipologie di farmaco)
  • Capacità di agire senza alterare la durata fisiologica delle varie fasi del sonno (ad esempio, un buon sonnifero non deve allungare la fase REM, quella in cui si sogna di più).

Le benzodiazepine (BZD)

Nel corso degli anni sono stati messi a punto e commercializzati diversi tipi di sonnifero. Fra di essi, le benzodiazepine occupano oggi senza dubbio un posto di rilievo. Si tratta di preparati in grado di calmare gli stati ansiosi, di rilassare la muscolatura e di facilitare l’addormentamento. In genere non vengono utilizzate per trattare problemi di insonnia di lieve entità, ma sono largamente impiegate per i casi più seri o per quelli di media gravità. Si tratta di sonniferi piuttosto sicuri, nel senso che riescono ad esplicare il loro effetto con un basso rischio di incorrere in effetti indesiderati. Inoltre, i principi attivi delle benzodiazepine presentano un basso livello di tossicità per l’organismo umano.

Nonostante questo, anche le benzodiazepine possono provocare, soprattutto se non si rispetta la posologia indicata, effetti collaterali sgradevoli fra cui senso di agitazione e irrequietezza. Oppure, al contrario, sonnolenza ed eccessivo rilassamento. Un altro effetto collaterale indesiderato è il rischio che si instauri un’assuefazione e una dipendenza dal farmaco (ma questo in genere avviene se si assumono i sonniferi per troppo tempo o senza rispettare le dosi giuste).

I farmaci Z

Si è soliti raggruppare all’interno di questa categoria una serie di farmaci – tutti dal nome che inizia con la Z – dalle composizioni chimiche anche molto differenti fra di loro. Questi sonniferi funzionano in modo analogo alle benzodiazepine, anche se in alcune situazioni si tende a preferirle perché, sebbene sia sempre presente, il rischio che si instauri una dipendenza è minore rispetto ad altri tipi di sonnifero.
Quanto ai possibili effetti collaterali, in mancanza di una terapia adeguata (sia nelle dosi che nella durata) possono verificarsi sintomi simili a quelli già visti per le benzodiazapine, oltre ad altri come mal di testa e tendenza al sonnambulismo.

I sonniferi naturali

Soprattutto quando l’insonnia è di lieve entità, può essere una buona idea trattarla con un sonnifero naturale. Da questo punto di vista l’offerta non manca di certo.
Tante piante, infatti, vantano ottime proprietà calmanti che possono tornare utili in caso di difficoltà a dormire. I sonniferi naturali sono inoltre reperibili sia sotto forma liquida (gocce) che solida (pillole), da scegliere a seconda delle preferenze.
Ecco alcuni degli estratti naturali più comunemente utilizzati per combattere l’insonnia in modo naturale:

  • Camomilla: nelle forme lievi di insonnia la camomilla può sortire qualche effetto. Sono note infatti le sue proprietà rilassanti, dovute soprattutto alla presenza di un antiossidante, l’apigenina
  • Melissa
  • Passiflora
  • Valeriana
  • Luppolo
  • Melatonina: anche se ad oggi non esistono prove scientifiche in grado di dimostrare la capacità della melatonina di favorire il sonno, in varie situazioni questo ormone si è rivelato utile per regolarizzare il ritmo sonno-veglia (tanto da guadagnarsi l’appellativo di “ormone del sonno”). Sembra che sia particolarmente efficace nel caso di squilibri del sonno dovuti al jet-lag e nel caso di sindrome da fase di sonno ritardata (ovvero quando la sera si fa fatica ad addormentarsi e la mattina non si riesce ad alzarsi)
  • Triptofano: sono molto frequenti anche i sonniferi naturali a base di triptofano. Si tratta di un aminoacido che ha la capacità di alzare il livello di produzione di serotonina. E la serotonina è il precursore della melatonina, sostanza che, come abbiamo appena visto, favorisce il recupero del fisiologico ritmo sonno-veglia e aiuta quindi ad addormentarsi e a dormire bene
  • Biancospino: il biancospino è una sostanza che può aiutare chi soffre di ansia e, in particolare, avverte un aumento del ritmo cardiaco prima di andare a coricarsi. Un sonnifero a base di biancospino potrebbe aiutare a ridurre la tachicardia
  • Teanina: come il triptofano, la teanina è un aminoacido capace di ridurre l’ansia, indurre il rilassamento mentale e fisico e predisporre quindi al sonno.

CAMOMILLA

MELISSA

PASSIFLORA

VALERIANA

LUPPOLO

MELATONINA

TRIPTOFANO

BIANCOSPINO

TEANINA

I sonniferi più “obsoleti”: i barbiturici

Sebbene siano sempre meno utilizzati, accenniamo anche ad un’altra categoria di sonniferi: quella dei barbiturici.
Si tratta di sonniferi ormai datati: oggi sono sempre meno prescritti per i problemi di insonnia in quanto sono considerati poco sicuri. Possono infatti dare luogo ad una serie di effetti collaterali (come un’eccessiva sedazione anche durante le ore diurne), senza contare che il rischio di dipendenza con i barbiturici risulta più alto che con altre categorie di sonniferi.

Come agiscono i sonniferi

I sonniferi chimici oggi più comunemente utilizzati (ovvero le benzodiazepine e i farmaci Z) hanno in pratica lo stesso meccanismo di funzionamento.

Riescono a favorire il riposo notturno influenzando l’attività del sistema nervoso centrale. Nello specifico, vanno ad aumentare l’attività di un neurotrasmettitore, l’acido gamma-aminobutirrico (spesso abbreviato con la sigla GABA) che riesce a sedare e ad inibire l’azione dei neuroni ai quali si lega, predisponendo in questo modo la mente e il corpo al riposo.

Quando dura l’effetto di un sonnifero

Una delle domande che spesso ci si pone quando ci si avvicina al mondo dei sonniferi è quanto può durare il loro effetto sedante. In termini medici la durata dell’effetto di un farmaco viene solitamente indicata con l’espressione “emivita”: si tratta del periodo di tempo trascorso il quale nel sangue si rileva solo la metà della quantità di sonnifero assunta. Da questo momento il suo effetto inizia lentamente a svanire. I sonniferi con emivita più lunga, quindi, sono quelli dall’effetto più lungo.
In base alla lunghezza dell’emivita, si possono quindi distinguere:

  • Sonniferi ad emivita lunga: l’effetto farmacologico di questi sonniferi può durare anche 48 ore
  • Ad emivita intermedia (in questo caso l’effetto dura fra le 24 e le 48 ore)
  • Ad emivita breve (durata inferiore alle 24 ore) e brevissima (1-7 ore circa).

Com’è facile intuire, per trattare l’insonnia i sonniferi più appropriati sono quelli con emivita molto breve (inferiore alle 10 ore): con un sonnifero di questo tipo si ottiene il risultato sperato (dormire bene), senza avere conseguenze negative il giorno seguente.

I sonniferi con lunga e intermedia durata d’azione, infatti, possono interferire anche in modo significativo con le attività di tutti i giorni: il giorno dopo averli assunti, infatti, è frequente sentirsi stanchi, avere voglia di dormire e non riuscire a concentrarsi o avere difficoltà a ricordarsi le cose. Per questo motivo i sonniferi con lunga emivita non sono in genere impiegati per l’insonnia, ma vengono riservati a trattare seri stati di ansia e di agitazione: in questi casi è più utile somministrare un sedativo che garantisca una copertura più lunga.

Come evitare il rischio di instaurare dipendenza

Come abbiamo accennato, i sonniferi introdotti più di recente hanno una composizione pensata appositamente per ridurre al minimo l’insorgenza di effetti collaterali sgraditi.
Questo significa che l’eventualità di incorrere in effetti indesiderati di modesta entità può comunque verificarsi, anche se il sonnifero in questione è considerato un prodotto valido e sicuro. In particolare, bisogna prestare molta attenzione alla possibilità di sviluppare:

  • Assuefazione: non è altro che la tolleranza al sonnifero. Quando si diventa assuefatti ad una determinata dose di sonnifero, per riuscire a dormire è necessario aumentare la quantità da assumere, in quanto quella abituale non sortisce più l’effetto desiderato
  • Dipendenza: la dipendenza può essere sia di tipo fisico che di tipo psicologico. Se si instaura un meccanismo di dipendenza, la persona non può più fare a meno di assumere il sonnifero e può andare incontro a sintomi di astinenza (agitazione, ansia, tremori, aumento del battito cardiaco,etc.) se smette di prenderlo, soprattutto se lo fa in maniera improvvisa.

Tuttavia, impostando in maniera adeguata l’assunzione del sonnifero, è assolutamente possibile evitare di incorrere in questi spiacevoli fenomeni di tolleranza e dipendenza.
In particolare, è sempre buona norma:

  • Prendere il sonnifero solo per brevi periodi di tempo: quanto più l’utilizzo si protrae nel tempo, tanto più aumentano le probabilità di incorrere in problematiche di assuefazione e quindi di dipendenza. Il periodo ideale non deve superare le 3-4 settimane di assunzione continuativa
  • Assumere delle dosi adeguate: rispettare scrupolosamente le dosi prescritte è fondamentale per non incorrere nei problemi che abbiamo appena visto
  • Sospendere il trattamento in maniera graduale: per evitare l’insorgenza di sintomi di astinenza, è importante non interrompere bruscamente da un giorno all’altro l’assunzione del sonnifero. Bisogna invece ridurre le dosi in modo progressivo.

E’ consigliabile il fai da te?

Da quello che abbiamo visto finora emerge con chiarezza un elemento: un sonnifero può essere di gran beneficio solo se viene assunto in modo corretto. Questo significa che il fai da te è assolutamente da evitare: il sonnifero va sempre prescritto da un medico, in quanto è necessario individuare quello più adatto al tipo di insonnia da trattare, nonché la posologia e la durata del trattamento.
Sono tutti aspetti che solo il medico curante può valutare con estrema attenzione.

Bisogna quindi rivolgersi al medico spiegandogli in modo dettagliato le proprie difficoltà nel dormire ed esplicitando chiaramente se si soffre di altre patologie e se nel contempo si stanno assumendo altri farmaci (di qualsiasi genere siano). Alcuni sonniferi, infatti, possono interferire con determinate categorie di farmaci.
Lo stesso vale per l’interruzione del trattamento: non si può decidere da soli quando e come non assumere il sonnifero, magari perché si notano i primi benefici, ci si sente più tranquilli e si vuole provare a dormire senza l’aiuto farmacologico. Bisogna prima consultarsi con il medico: sarà lui a decidere quali sono le modalità più adatte per sospendere il trattamento. Come abbiamo visto, infatti, una sospensione brusca del farmaco può portare effetti indesiderati, causando paradossalmente lo stesso problema per cui si è iniziato a prenderlo: l’agitazione e quindi l’insonnia.

C’è anche un altro motivo per cui è importante rivolgersi al medico: non è detto che l’insonnia vada necessariamente trattata con un sonnifero. Anche questo deve essere deciso dal medico: può darsi che siano problemi organici di altro tipo a causare difficoltà nel dormire. Ed è compito del medico escludere eventuali cause organiche che, se presenti, andrebbero trattate in modo adeguato, senza il ricorso ad un sonnifero. Se invece alla base ci sono difficoltà psicologiche di varia natura, può essere utile seguire un percorso di sostegno psicologico: magari iniziando prima ad utilizzare dei sonniferi naturali, per vedere se la situazione migliora senza ricorrere a veri e propri farmaci.
Consigliamo comunque di rivolgersi sempre al medico anche qualora la propria intenzione sia fin dall’inizio quella di prendere solo un sonnifero naturale: anche questi prodotti, infatti, possono avere un qualche tipo di interazione con altri farmaci. Il parere del medico va richiesto anche in questi casi, quindi.

Sonnifero: i prodotti e le marche migliori

In vendita nelle farmacie è possibile trovare tanti tipi di sonnifero: sono diverse le aziende farmaceutiche che commercializzano questo tipo di farmaco. Rientrano ad esempio nella categorie delle benzodiazepine il diazepam (meglio conosciuto come Valium®),il flurazepam (Felison®) e il lorazepam (Tavor®), il bromazepam (Lexotan®), il Roipnol e il Dalmadorm.
Fra i farmaci Z più impiegati per il trattamento dell’insonnia figurano invece lo zolpidem (meglio conosciuto come Stilnox®), lo zopiclone (Imovane®) e lo zaleplon.
Per quanto riguarda i sonniferi naturali, anche in questo caso l’offerta non manca di certo. Sono tanti i marchi validi che hanno ideato e messo in commercio sonniferi preparati con principi attivi tutti naturali.
Vi segnaliamo in particolare marche come Erbecedario, ESi, Valdispert, Dr Pierpaoli (da tenere presente soprattutto nel caso in cui si voglia acquistare la melatonina: sembra che quella di questa marca sia particolarmente efficace nel trattare i disturbi del sonno in quanto è integrata con selenio e zinco, che ne potenziano l’effetto), Zenement, Vita World e Salugea.
Molti di questi brand offrono al consumatore la possibilità di scegliere fra diversi formati (gocce, pillole e integratori).

Claudia Puddu

Laureata in Scienze Umane, ho una grande passione per la scrittura che mi ha portato in breve tempo, dopo gli studi, a lavorare come articolista online per diverse agenzie web. Mi interessa soprattutto scrivere articoli su argomenti di psicologia, benessere e cura della persona.

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