Sonniferi: meglio a lento rilascio o a lunga durata? Guida alla scelta, informazioni e consigli utili

Nella situazione attuale di grande sviluppo della industria farmacologica, degli istituti di ricerca e di analisi e di un intero mercato in espansione, quando si parla di di farmaci e di medicinali in linea generale rivolti ad una particolare branchia di utilizzo, quelle connessa al sonno oppure ai problemi collaterali psicologici e di stress, o di altre patologie a cui il sonno può legarsi, in linea di massima, come noto a tutti, si parla di sonniferi.

Nella nostra tradizione di immaginario collettivo, in passato, e in parte ancora oggi, per alcuni pensare ai sonniferi significa focalizzare la propria attenzione intorno a delle famigerate e misteriose pillole dal controverso contenuto che riuscivano a addormentare o magari a sedare persone problematiche sul piano psichico e psicologico, ma che tuttavia nascondevano in sè tutta una serie di misteri, di paure irrazionali e di timori per effetti indesiderati.

Oggi noi possiamo dire con estrema sicurezza che al di là delle evidenti limitazioni che tutti i farmaci hanno in sè in quanto tali, in termini di efficacia caso per caso e di eventuali inefficacia, i sonniferi possono essere visti come dei farmaci sicuri e molto utili, e soprattutto con bassissime e scarsissime possibilità di creare danno alle persone con i tanto temuti effetti collaterali.

Ma a cosa servono i sonniferi? E come usarli? E perchè è divenuta così strategicamente importante la distinzione, tra i sonniferi, tra quelli a lento rilascio e quelli a lunga durata?

E’ presto detto. Ecco alcune specifiche del caso che potrebbero risultare utili.

 

Sonniferi: rilascio lento o lunga durata, cosa sono

Partiamo dalla base e dal così detto abc del settore: il termine a cui far riferimento quando si parla di sonniferi è quello relativo alla insonnia. E’ a questo problema personale che sono legati i loro usi.

Con “insonnia” si parla ovviamente di “mancanza di sogni”: è questa la traduzione letterale (dal latino insomnia) e serve a fare subito chiarezza sul loro tipo di uso e a dare una idea molto lineare e in forma  generale del tipo di disturbo contro cui vanno ad agire. In poche parole, più che sogni, si dovrebbe parlare di sonno.

Infatti stiamo parlando di una condizione davvero abbastanza comune, in cui il singolo individuo che ne è affetto fatica ad addormentarsi. Non è del tutto giusto dunque in linea di massima parlare di insonnia come una malattia; al contrario, si tratta di un segno che accomuna molte patologie e che potrebbe essere un indizio di un altro tipo di problema.

Insonnia: cause e uso farmacologico

Quali possono essere le cause per cui non si riesce a prendere sonno? La difficoltà all’addormentamento può essere dipendente da fattori psicologici, ma anche di natura emotiva, o in altri casi fisici, oppure da situazione di difficoltà che ha origine dall’esterno come per esempio i rumori continui.

Diciamo che ogni abuso di farmaci in linea generale, fin da quelli che si occupano dalla cura del raffreddore, o le medicine dimagranti, fino ad arrivare alle droghe e alcol, è sempre sbagliato. In linea di massima, se siete affetti da ansia o preoccupazione o se qualcosa disturba il vostro sonno, la prima cosa da fare è sempre e comunque rivolgersi al proprio medico ed eventualmente, sentito costui o costei, un ulteriore specialista del ramo.

Infatti ogni assunzione di sostanze eccitanti (come per esempio caffeina) di per sè non è certo un aiuto di base stabile, ed è sempre meglio fare dei percorsi di terapia una volta affidati a mani e menti esperte.

Tanti sono del resto i problemi che possono far dipendere la insonnia, come per esempio la depressione, o una presenza di dolore fisico, malattie tiroidee, sindrome premestruale, e in linea generale lo stress. L’insonnia sembra essere più comune tra gli anziani rispetto ai giovani.

Sintomi di insonnia e quando intervenire

L’insonnia può essere un fenomeno saltuario o stabile, caratterizzato da:

  • difficoltà ad addormentarsi, disattenzione,
  • mal di testa,
  • percezione stanchezza già al risveglio,
  • preoccupazioni nel corso del sonno,
  • risvegli ripetuti durante il sonno,
  • stanchezza
  • sonnolenza diurna, tendenza all’irritabilità.

Dieta e Alimentazione: cure naturali, dosaggio ampio o prolungato

Alcuni tipi di insonnia possono essere curati con una buona dieta e una maggiore attenzione all’alimentazione: cure naturali, poi, sono indicate in moltissimi casi mentre poi si passa agli usi di farmaci e medicinali ed in questo senso si parla di dosaggio ampio o prolungato.

Tra le risposte che possono dare i farmaci

ci sono tutti quei casi di perdurare di insonnia e di difficoltà psicologiche collaterali, oltre che problemi di altra natura clinica varia. Ma prima di iniziare un percorso farmacologico è bene stanare il motivo che si nasconde dietro il sintomo “insonnia”.

In effetti, sarebbe poco utile e poco intelligente iniziare ad assumere farmaci quando l’insonnia si presenta in modo saltuario ed occasionale. Di solito, di norma, la somministrazione di sostanze specifiche ( considerati come un unicuum nella categoria degli ipnotici) per favorire il sonno non è consigliata per tutti o comunque non per quei casi, di solito la maggioranza, che sono sporadici.

E tuttavia, molte persone, però, hanno una visione ben poco corretta del sonno ideale, perciò, alle prime difficoltà ad addormentarsi ricorrono alla “pillola”. Questo comportamento è errato, poiché la somministrazione non autorizzata e sregolata di farmaci ipnotici può creare dipendenza. Per prevenire l’insonnia, è possibile adottare semplici regole quali.

  • Andare a dormire sempre alla stessa ora
  • Non stendersi poco dopo la cena
  • Evitare pasti abbondanti e difficili da digerire, specie alla sera
  • non usare la camera da letto per lavorare
  • Non bere caffè o tè prima di andare a letto
  • Evitare il riposo pomeridiano
  • Praticare alcune regole di rilassamento prima di dormire
  • Evitare alcol.

Infatti l’alcol “crea sonnolenza a breve termine”, il che implica che in un primo momento la somministrazione di sostanze alcoliche può sì creare un certo desiderio di dormire ma, finiti loro effetti, è assai probabile svegliarsi durante il sonno. Dunque avremmo un sonno alcora più disturbato.

E poi, c’è un altro fattore: spesso infatti la insonnia è causata da alcolismo, il che significa che si è di fronte alla necessità di una cura farmacologica e di un  supporto psicologico di tutta altra natura, dal momento che si parla di una malattia primaria che anticipa la insonnia e che questa insonnia di fatto è uno degli effetti collaterali della malattia. Ci si immagina, dunque quanto possa essere inutile e per di più anche del tutto nocivo l’uso di alcol per procurarsi il sonno.

Fattori da cui dipende la insonnia

In alcuni casi in effetti l’insonnia può dipendere da alterazioni psicologiche, disturbi del settore psicologico, disturbi emotivi o sindrome ansiosa. In tutti questi casi la vostra insonnia può essere risolta con farmaci a lungo dosaggio e o a rilascio lento ma la scelta può dipendere sempre dal vostro percorso esistenziale, dalla sussistenza o meno di altre malattie o disturbi e soprattutto dal percorso medico che si intraprende.

E’ infatti necessario intraprendere un iter terapeutico corretto: andare dal proprio medico di base in primis: è lui, o lei, che conosce tutto quel che riguarda il vostro quadro clinico, e cosa assumete a livello di farmaci, quali problemi avete avuto di salute, se ne avete avuti, e di che tipo, e che cosa è più corretto fare nel vostro caso specifico del momento che conosce nel quadro totale di una anamnesi piena, tutto quello che è il vostro stile di vita, abitudini e via discorrendo.

Nel caso lo ritenesse opportuno, il vostro medico vi invierà ad uno specialista che, fatto il dovuto e doveroso percorso relativo alla vostra condizione di salute generale e alla problematica specifica, può decidere se è il caso di fornirvi farmaci che abbiano un uso prolungato nel tempo così da agire nel lungo periodo sia come ciclo di sonno giornaliero e notturno e sia come fasce temporali, oppure a rilascio lento.

Farmaci ansiolitici e sedativi e anti depressivi

Esistono diverse classi di farmaci che più di altre sono usate nella terapia contro l’insonnia, ed alcuni esempi di speciali medicine e terapie farmacologiche; spetta al medico scegliere il principio attivo e la posologia più indicati per il paziente, in relazione, come detto poco fa, alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato ed alla sua risposta alla cura.

  • Farmaci ansiolitici
  • sedativi
  • antidepressivi

La somministrazione di tali classi farmaci è rivolta al trattamento dell’insonnia cronica di grave entità, accompagnata da disturbi psicologici che alterano non solo il sonno, ma anche la vita sociale del paziente che ne è affetto.

Anche se i sintomi dell’insonnia vanno via dopo pochi giorni dalla somministrazione di questi farmaci, è sconsigliata l’interruzione brusca ed improvvisa del trattamento: infatti, un simile gesto potrebbe provocare il tipico effetto rimbalzo, provocando le famose ricadute, accompagnato da sintomi talvolta più gravi del disturbo precedente.


Daniele Silvestri, giornalista freelance, esperto SEO e appassionato di tecnologia, informatica e prodotti settoriali in modo particolare inerenti al complesso ma affascinante mondo dell’e-commerce.

Già autore, editor e formatore in Academy, dedico il tempo libero all’approfondimento e alla ricerca delle innovazioni tecnologiche, cibernetiche e telematiche anche in ottica domotica, con una spiccata curiosità per tutto ciò che rientra nell’ambito della produzione di prodotti volti a rendere migliore e più fruibile la vita quotidiana di ognuno attraverso un sempre maggiore apporto della tecnologia.

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