Antistaminico come sonnifero: funziona?

Quando si parla di insonnia oggi si fa riferimento a un numero sempre più alto di persone che in tutto il mondo ne è affetto, e che si mette alla ricerca di soluzioni efficaci per la cura e la risoluzione del problema.

Al di là delle strade ortodosse, come l’uso di farmaci naturali e di sonniferi come quelli più noti quali i barbiturici o le benzodiazepine o i farmaci z, molte altre strade sono state battute, come per esempio anche quella della melatonina, l’ormone legato al ciclo della luce o, ancora, gli antistamici.

Ma che cosa sono gli antistaminici, per cosa sono usati, e possono davvero essere usati come sonnifero? E nel caso come funzionano?

Che cosa sono gli antistaminici

Con la parole antistaminici si fa in linea di massima riferimento a una grossa categoria di farmaci usati per curare i sintomi respiratori (rinite, asma), oculari (congiuntivite) o cutanei (prurito, arrossamento, gonfiore) delle reazioni allergiche. Insomma, in linea generale, tutti noi conosciamo gli antistamici come prodotti anti allergia.

Ma non è tutto qui. Infatti, in verità, la categoria degli antistaminici annovera tutte le molecole che agiscono per andare a contrastare gli effetti dell’istamina a vari livelli. Ovvero?

Cosa è l’istamina

L’istamina è un mediatore chimico che opera in molti luoghi del corpo (cute, apparato gastrointestinale, vie respiratorie, cuore, sistema nervoso) connettendosi a vari tipi di recettori localizzati sulla superficie delle cellule nei riguardi dei quali agiscono come antagonisti producendo effetti specifici.

Dei cinque tipi di recettori finora riconosciuti, indicati come H1, H2, H3, H4 e H-IC, i più importanti dal punto di vista farmacologico sono gli H1, legati nelle reazioni infiammatorie e allergiche, e gli H2, che fanno riferimento nella secrezione acida dello stomaco.

Tra i farmaci antistaminici in uso si annoverano pertanto i due gruppi distinti degli anti-H1 e degli anti-H2.

Come agiscono gli antistaminici

Gli antistaminici si usano in quanto stando alla ricerca medica ed alla ormai ampia sperimentazione clinica, è stato appurato come essi si leghino e interagiscano coi recettori cellulari per l’istamina contrastando l’azione di quest’ultima. Di conseguenza ci troviamo di fronte a un elemento in grado di contrastare in modo efficace molte delle problematiche generalizzate nella attuale società.

E l’insonnia?

Quali sono gli antistaminici

Tra gli anti-H1 si dividono molecole di prima e seconda generazione, che si distinguono per il diverso grado di particolarità della loro azione farmacologica.

I primi anti-H1 (difenidramina, clorfeniramina, triprolidina) vanno a superare la barriera emato-encefalica e hanno una certa relazione diretta con i recettori del neurotrasmettitore acetilcolina per cui hanno anche effetti sul sistema nervoso, come la sedazione.

E’ per questo che secondo alcuni esperti

questo particolare gruppone di antistaminico possa essere usato come elemento di cura per terapie mirate contro la famigerata insonnia, per quanto il mondo accademico non sia focalizzato verso una visione univoca da questo punto di vista.

Tuttavia in seguito, grazie alla ricerca, sono state sviluppate le molecole di seconda generazione (cetirizina, mizolastina, loratidina, terfenadina, fexofenadina) più selettive per i recettori H1 e in grado di penetrare nel sistema nervoso centrale, e quindi prive degli effetti indesiderati delle precedenti.

Di conseguenza in questo caso l’utilizzo dell’antistaminico come elemento curativo della insonnia non dovrebbe andare a generare particolari situazioni di complicazione, almeno in linea generale, per quanto ad ogni modo trattandosi sempre di medicinali da induzione, i rischi di effetti indesiderati sono sempre presenti ed è corretto fare riferimento a ciò che il medico indica, qualora si inizi una terapia del genere.

Vi sono poi

Gli anti-H2 (cimetidina, ranitidina, famotidina, nizatidina, roxatidina) i quali si legano ai recettori H2 presenti sulle cellule della mucosa gastrica volte alla produzione di acido cloridrico.

Questi impediscono all’istamina di stimolare tali cellule e abbassano la produzione di acido nello stomaco.

Che cosa curano gli antistaminici

Gli anti-H1 (specie quelli di seconda generazione) sono usati nel trattamento dei sintomi allergici. Essi  prevengono gli effetti prodotti dall’istamina che viene rilasciata nel corso della reazione allergica: vasodilatazione, aumento della permeabilità dei capillari, contrazione della muscolatura bronchiale.

I farmaci di prima generazione sono utilizzati come sedativi o antiemetici o come decongestionanti per uso locale. Gli anti-H2 sono utilizzati nella terapia dell’ulcera gastrica e del reflusso gastroesofageo, con l’obiettivo di ridurre l’acidità all’interno dello stomaco.

Così come la maggior parte degli altri farmaci, gli antistaminici possono produrre effetti collaterali. Il loro elenco comprende:

capogiri,

secchezza delle fauci,

nervosismo,

eccitazione o irritabilità,

disturbi alla vista

riduzione dell’appetito.

Più in particolare, gli anti-H1 di prima generazione possono generare anche: sonnolenza, affaticamento, secchezza della bocca, ritenzione urinaria, disturbi visivi, disturbi gastrointestinali (nausea, diarrea o stitichezza).

Tra gli anti-H2, gli effetti indesiderati sono poco frequenti. In genere l’antistaminico è considerato un farmaco sicuro per le persone adulte, e nella maggior parte dei casi può essere assunto anche dai bambini che abbiano compiuto i due anni di età.

ma è bene consultarsi con il pediatra se si tratta di usarlo nei nostri figli e più in generale verificare con l’aiuto del proprio medico quali medicinali o condizioni di salute potrebbero rappresentare una contro indicazione.

Indicazioni del medico

In dettaglio potremmo dire che  è sempre doveroso parlare con il medico prima di assumere un antistaminico durante alcuni momenti particolari della vita di una persona come la gravidanza o l’allattamento, ma non solo in questi casi: è opportuno a 360 gradi sempre sapere come assumere gli antistaminici in modo adeguato e in quali tempi.

Questo, infatti, può aiutare a ridurne gli effetti collaterali. A titolo informativo, per esempio, è sempre giusto farsi segnalare dal medico quale assunzione di farmaci potrebbe interferire con il metabolismo epatico oppure anche a  livello cardiaco.

Inoltre potrebbe essere sempre utile adottare delle precauzioni nel caso in cui si soffra di glaucoma, ingrossamenti della prostata o problemi ad urinare, e ovviamente in situazioni particolari come la epilessia, ipertiroidismo, malattie cardiovascolari, o nei casi di pressione alta o diabete.

Molti soggetti, che di per sé hanno condotto una vita per lo più regolare e non hanno mai avuto grossi problemi di salute, in linea di principio possono però aver assunto senza troppi problemi un antistaminico per terapie anti allergiche per anni, senza nessuna interazione. L’incedere degli anni, un cambio d metabolismo o l’inatteso arrivo di qualche piccolo problemino di natura fisica come appunto gli sbalzi di pressione per esempio, possono indurre il medico di base a prescrivere farmaci specifici. Ecco: in tutti questi casi, serve sempre un pò più di cautela nella valutazione del quadro generale.

Daniele Silvestri, giornalista freelance, esperto SEO e appassionato di tecnologia, informatica e prodotti settoriali in modo particolare inerenti al complesso ma affascinante mondo dell’e-commerce.

Già autore, editor e formatore in Academy, dedico il tempo libero all’approfondimento e alla ricerca delle innovazioni tecnologiche, cibernetiche e telematiche anche in ottica domotica, con una spiccata curiosità per tutto ciò che rientra nell’ambito della produzione di prodotti volti a rendere migliore e più fruibile la vita quotidiana di ognuno attraverso un sempre maggiore apporto della tecnologia.

Back to top
Apri Menu
sceltasonnifero.it